4 quadri del passato che parlano di morte

Fin dall’antichità, la morte è stata un argomento ricorrente anche nell’arte e soprattutto nella pittura.

Di seguito i 4 quadri più impressionanti che parlano di morti cruente:

La morte di Marat – Edvard Munch

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Questo quadro è un’interpretazione disturbata del celebre delitto di Marat, appunto. 
Ma allo stesso tempo, quest’opera si riferisce alla fine definitiva del violento rapporto con la ex compagna Tulla Larsen: durante un litigio partì accidentalmente un colpo di pistola che ferì Munch alla mano.

Studi anatomici – Théodore Géricault 

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L’artista Théodore Géricault è meglio conosciuto per il dipinto “La zattera della Medusa” che rappresentava i superstiti di un naufragio realmente accaduto.
Il pittore rimase colpito da quella faccenda, che fece un grande scandalo ai tempi, tanto che raccolse testimonianze dai superstiti, studiò i morti in obitorio e accumulò parti di corpo umano per creare questo dipinto, che fu presentato nel 1819 al Salone di Parigi.

Giuditta che decapita Oloferne – Artemisia Gentileschi

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Era molto in voga, in quel tempo, rappresentare questo episodio nelle proprie opere, ma la versione di questa artista è molto più violenta, cruda e fisica rispetto a tutte le altre. SI legge chiaramente la voglia di Giuditta di uccidere Oloferne,senza paura e senza ripensamenti.
Una curiosità: la pittrice utilizzò proprio se stessa come modella per dipingere Giuditta.

Saturno che divora uno dei suoi figli – Francisco Goya

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Goya dipinge questo mito che narrava, appunto, che il Dio Saturno, mangiava i figli, per paura che essi si potessero ribellare in futuro.
Il pittore dipinse queste scenette culmine della sua malattia, sulle pareti di casa sua, tra il 1819 e il 1823.

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