Come ricordare David Bowie

David Bowie è morto l’11 Gennaio, 3 giorni dopo il suo sessantanovesimo compleanno, 3 giorni dopo l’uscita del suo ultimo album “Black Star”. 

Il Duca bianco ci ha lasciati così, all’improvviso, inaspettatamente, dedicandoci il suo ultimo lavoro, “donandoci il suo necrologio”, afferma Ava Cherry, ex corista e ex ragazza di Bowie. Nessuno infatti, oltre la sua famiglia, sapeva che era malato da 13 mesi.

Uno stile innato, contagioso, che ha plasmato 5 decenni di musica, arte e spettacolo, dagli anni sessanta a oggi, e continuerà a farlo.

“Ha influenzato ognuno di noi in un modo straordinario e personale, condividendo non solo la sua autentica genialità nello scrivere canzoni, ma anche la sua gioia di vivere e il suo amore per il rock’n’roll”, dicono i Sonic Youth, gruppo alternative/noise rock statunitense.

Un pensiero condiviso da tutto il mondo del rock e non solo.

David era un grande businessman oltre che un artista completo, “lascia un vuoto terribile nel business. Era un uomo di un tale talento. [...] Cercava sempre di superarsi e ogni volta ci riusciva. Era uno dei grandi.” ricorda Ozzie Osburne.

Il suo intuito e la sua esperienza sono stati fondamentali per lanciare tantissimi giovani talentuosi, come Placebo, Oasis, Arcade Fire e più recentemente Boards of Canada e Kendrick Lamar (e mooolti altri).

Mostruoso polistrumentista, musicista, artista visionario, attore, voce narrante, doppiatore e produttore: i motivi per ricordarlo sono infini, ma fra tutti il più potente è senz’altro la sua immaginazione soprannaturale che lo faceva sembrare mitico e magico, e ora lo rende a tutti gli effetti un vero eroe dei nostri tempi. 

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