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FUOCHI FATUI: COSA SONO?

I fuochi fatui sono un fenomeno famoso in tutto il mondo per il misterioso e suggestivo folklore che li circonda. Potrebbe capitare a chiunque di passare accanto ad un cimitero – in piena notte – oppure nei pressi di una palude o di uno stagno, e vedere delle luci spettrali muoversi in modo bizzarro sulla strada; i fuochi fatui si manifestano di solito sotto forma di fiammelle di colore blu sopraelevate dal terreno, le quali avrebbero – secondo i racconti e le leggende – terrorizzato migliaia di viaggiatori avventuratisi nella notte. Di certo, a prima vista sembra la descrizione di un evento paranormale inspiegabile e a tratti terrificante, impossibile da comprendere razionalmente.

Per questo motivo, la scienza si è a lungo interrogata sull'origine di questo fenomeno, ancora avvolto nell'ombra e nel mistero più totale. Carica di profonda e ammaliante tradizione folkloristica, la visione di fuochi fatui è stata spiegata attraverso la combustione di elementi chimici come il metano e la fosfina che, in giornate particolarmente calde, s'incendiano a contatto con l'ossigeno e danno luogo ad una fiammata sul livello terreno dal brillante colore blu. I due elementi chimici vengono liberati da corpi organici – di animali e piante – morti da breve tempo, e provocano il fenomeno in questione a seguito di una decomposizione anaerobica del carbonio. In tal senso, qualora la bara di una tomba non fosse sigillata perfettamente, consentirebbe ai due gas di fuoriuscire durante la fase di decomposizione del cadavere e incendiarsi a contatto con l'ossigeno. 

Nonostante questa prima spiegazione, la scienza continua a interrogarsi sull'effettivo funzionamento di un evento tanto particolare, il quale rimane nell'immaginario collettivo ben lontano dall'essere razionalizzato e compreso. Dopotutto, in presenza di un fenomeno che per secoli è stato considerato come portatore di malaugurio e sventura, un processo di comprensione tecnico-scientifica fa difficoltà a prendere popolarità nel cuore delle persone.

In Europa, i fuochi fatui vengono associati allo spirito dei defunti o alla presenza di altri esseri soprannaturali che attestano la loro presenza di fronte agli sventurati viaggiatori. Durante l'epoca medievale si riteneva che le luci fossero gli spiriti dei bambini morti prematuramente e non battezzati, i quali vagassero in cerca di una sistemazione in cui riposare, lontani dal limbo.

Alcune tradizioni slave e gaeliche attribuiscono i fuochi fatui a persone morte per cause sconosciute o poco chiare; in Asia e in particolar modo in Giappone essi vengono chiamati Hitodama (sfera umana) e sono segno di sventura per l'avventato viaggiatore notturno. Nelle foreste nipponiche questi spiriti onibi traggono in inganno i presenti, trascinandoli nel cuore di foreste impossibili da attraversare. 

Le leggende si spostano in territorio anglosassone, in cui i fuochi fatui vengono attribuiti alla sfortunata morte di due personaggi molto particolari (che danno anche il nome britannico al fenomeno): Will-o’-the-Wisp e Jack-o’-lantern. Entrambi sono costretti a vagare senza meta per l'eternità: il fabbro Will fu incapace di redimersi dopo la sua morte e fu condannato da San Pietro a un vagabondaggio cieco e disperato sulla Terra; Jack l'alcolizzato fu invece allontanato sia dal Paradiso che dall'Inferno per il suo stolto tentativo d'ingannare il diavolo. I personaggi della leggenda si divertono, nell'immaginario collettivo, a depistare i viaggiatori nei boschi, così da condannarli alla loro stessa pena. 

I fuochi fatui, rappresentano quel mix fra tradizione, folklore e tentativo di comprensione scientifica del fenomeno, che è ancora in grado di suggestionare a distanza di secoli.

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